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Considerata la macchinosità della procedura atta ad avviare un motore a testa calda, la macchina Landini viene quindi preferita. Nel 1935 viene posto in produzione un modello più piccolo, il Vélite, con 25 CV di potenza e un peso di soli 2300 kg, più flessibile come utilizzo e meno "impegnativo". Il Vélite, così chiamato rifacendosi al titolo che Mussolini dava a chi si era distinto nella battaglia del grano, conosce un grande successo di vendita. Il Vélite incontra un successo insperato, permettendo all'impresa reggiana di divenire la prima produttrice di trattori agricoli in Italia, e sprona Landini a mettere in produzione un modello intermedio, il Bufalo da 38 cv. che tuttavia non incontra il successo dei precedenti. Negli anni cinquanta viene prodotta una nuova gamma di testa calda, dal più piccolo L25 via via sino al grosso L55 il più potente mai costruito. Nonostante al giorno d'oggi il motore testa calda sia stato soppiantato in favore di motori a ciclo Diesel con maggior rendimento e più gestibili, i testa calda Landini restano comunque molto amati dagli appassionati di trattori e dell'ambiente agricolo, sono un simbolo, tanto da divenire in breve un vero oggetto da collezione molto ambito. |
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Nel 1924 il motore monocilindrico a testa calda viene applicato al prototipo del trattore 25/30 HP, con risultati incoraggianti, infatti la macchina si rivela affidabile e robusta. Nel 1932 entra in produzione il modello 40 HP, rivolto alle grandi aziende terriere, come il 25/30 HP è dotato di un sistema di raffreddamento del motore per evaporazione dell'acqua.